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La Raccapricciante Storia del Marchesino Longhi

Da che mondo è mondo, ogni angolo del Bel Paese nasconde storie incredibili di fatti realmente accaduti. Una di esse riguarda la breve vita dell’ultimogenito della famiglia Longhi, famiglia ricca e benestante, che dimorava nel Castello di proprietà a Fumone, in provincia di Frosinone, nel Lazio.

Il Castello Longhi è noto per custodire al suo interno i giardini pensili più grandi d’Europa, ma anche la preziosa reliquia del Marchesino Francesco, morto a soli cinque anni, in circostanze misteriose, che non furono mai chiarite. Una morte però, dai contorni sconcertanti.

COSA SUCCESSE AL MARCHESINO LONGHI?

Secondo le fonti non verificabili di un antico diario di famiglia, il piccolo Francesco, tanto amato e adorato dalla madre, la Marchesa Emilia Caetani Longhi, in quanto unico maschio, era di diritto anche l’unico erede dell’intera fortuna di famiglia. Un dato per niente gradito dalle sette nobili sorelle, non disposte ad accettare che la ricchezza finisse nelle mani del maschietto cadetto. La nascita di Francesco prospettava loro l’obbligo a un matrimonio combinato con qualche rampollo dell’alta società.

Senza poter escludere una malattia non diagnosticabile che avrebbe portato il piccolo a spegnersi prematuramente, rimane plausibile la tesi del fratricidio da parte delle proprie sorelle, spinte dall’avidità e dall’invidia. Anche se non ci fu mai prova a sostegno, in quanto il referto medico legale all’epoca fu abbastanza approssimativo, la tesi trova una qualche conferma nel passato di una delle sorelle, Anna, che cercò di assassinare un fidanzato imposto, inserendo minuscoli pezzetti di vetro nella selvaggina arrosto servita al pasto. Fu così che in un gelido giorno di novembre, il piccolo Francesco iniziò a stare male e ad accusare atroci dolori addominali. 

Il Marchesino Francesco Longhi sul letto di morte.

LA LENTA STRAZIANTE AGONIA DEL MARCHESINO LONGHI E LA FOLLIA MATERNA

La sua fine fu lenta e dolorosamente tragica, spegnendosi nell’arco di una settimana, nella sua bava mista a sangue, fra le braccia della genitrice. Non sopportando l’idea di seppellire le spoglie del suo bambino, la duchessa scelse dunque di imbalsamare il corpo e di conservarlo “intatto” all’interno del castello. Per il resto dei suoi giorni continuò a vestirlo e a spogliarlo, a parlargli e a giocare con lui, come se fosse ancora vivo. La mano destra del bambino risulterebbe infatti essere corrosa dalle lacrime della madre che gli pianse accanto per diverse decadi. La visione d’insieme che se ne ricava, è, senza dubbio, macabra e disturbante, avvolta dalle note di una tenerezza senza limiti: il bambino, vestito con gli abiti dell’epoca e con il volto completamente ricoperto di cera, sembra dormire sereno e tranquillo, circondato da alcuni dei suoi giocattoli preferiti. Una sorta di microcosmo puerile e fanciullesco, non soggetto al tempo.

marchesino longhi
Il marchesino riposa nella sua teca

Leggenda vuole che il Castello di Fumone sia infestato da oscure presenze, più precisamente dal Fantasma di Emilia e del giovane Francesco, il cui corpo imbalsamato si trova all’interno di una teca di vetro, chiusa in un antico armadio ligneo. Ogni notte, gli ospiti del Castello raccontano di strani rumori di passi e di pianti del Fantasma di Emilia che, raggiungendo il pargolo, lo stringe a sé. Per alcuni di loro sono addirittura visibili movimenti e cambi di espressione quasi impercettibili, che però, gli esperti riconducono a fattori climatici e ambientali quali umidità, calore e pressione, affermando che anche l’auto-suggestione gioca un ruolo decisivo.

Conoscendo i particolari di questa vicenda travagliata e dolorosa, sareste disposti a diventare i prossimi ospiti di questo meraviglioso Castello?

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