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lunedì, 22 Ottobre 2022

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In un caffè

Un racconto di Maria Eugenia Sciuto

Stamattina ho camminato per un’ora, dopo aver accompagnato mio figlio a scuola.

Poi sono entrata in un bar, cercato con cura, perché fosse in penombra e silenzio. Due tavoli più in là un signore anziano, distinto, impermeabile color tortora, orologio al polso, occhiali da vista con una montatura in oro, sottilissima.

Sul suo tavolo un caffè nero e un bicchierino d’acqua. E sguardo triste, immobile.
Non ha bevuto il caffè di fronte a sé, è rimasto in silenzio, non credo abbia nemmeno sentito le chiacchiere dei ragazzi che sono entrati e si sono seduti di fianco a lui. Le mani sono piene di vene e rughe, i capelli bianchi, la sua tristezza palpabile. Ho sperato attendesse qualcuno, in quest’ora.
L’ho osservato chiedendomi se mai avrebbe bevuto il caffè. Invece nulla.
Non sono riuscita a proferir parola, né ho potuto sorridere all’ anziano signore, i suoi occhi spenti, lo sguardo basso me l’hanno impedito. Avrei voluto alleviare i suoi pensieri. Sono rimasta immobile anch’io. Dignità e dolcezza, in un uomo che ha già tanto vissuto. Incapacità la mia, di distrarlo da un oblio, del quale era intriso ogni suo moto.

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