C’è una forza silenziosa che scorre tra le pietre dell’Alta Valle Seriana, un’energia che non appartiene solo al passato, ma che pulsa nelle mani di chi ha scelto di restare.
Ad Ardesio, l’identità non è un reperto da museo, ma una materia viva, plasmata ogni giorno da un gruppo di ragazzi che hanno deciso di farsi custodi di un’eredità millenaria.
A guidare questa visione è Cristiana Verzeroli che, insieme a una squadra di venti giovani, trasforma ogni iniziativa in un atto d’amore per le proprie radici.

“Noi siamo principalmente un gruppo di giovani, circa venti ragazzi dai 18 anni in su, che si occupano della gestione e dell’organizzazione di eventi e delle tradizioni sul territorio di Ardesio così durante tutto l’anno il borgo vibra di appuntamenti unici.
Il 31 gennaio di ogni anno viene organizzato il Zenerù, una tradizione antichissima in cui si brucia la personificazione del “freddo gennaio“. Zenerù, nel dialetto bergamasco, significa proprio “gennaione“.
Con il suono di grandi campanacci e facendo molto baccano, scacciamo l’inverno per accogliere il caldo e la primavera.
“Il Zenerù è solo l’inizio, abbiamo anche la Fiera delle Capre, il festival Come d’Incanto, l’energia di Ardesio si Blocca e molto altro, un susseguirsi di emozioni che rendono questo luogo una scoperta in ogni stagione.“
Le parole non bastano a descrivere la passione che anima il borgo, ascolta l’intervista integrale a Cristiana Verzeroli ed entra nel cuore pulsante di Ardesio scoprendo l’essenza di chi ne firma il futuro.
Ardesio non è solo una meta, ma un’esperienza da vivere.
Lasciati avvolgere dal calore dei suoi riti e dall’accoglienza della sua gente, ti immergerai in un’atmosfera dove ogni vicolo e ogni sguardo raccontano una storia di appartenenza e passione. Ardesio ti aspetta per mostrarti la sua anima.






