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Anche il mare ha i suoi angeli: ecco l’angelo di mare

di Anastasiia Kazakova

Angelo di mare è il nome di un mollusco che frequenta  le fredde acque dell’emisfero settentrionale, ma negli ultimi tempi è stato avvistato anche nel Mare Adriatico, a poche miglia dalla costa della Croazia.

Perché si chiama così? Il suo aspetto insolito, ricorda vagamente quello di un angelo che sembra fluttuare nell’acqua. Questo mollusco che si libra nella colonna d’acqua, è davvero ammirevole: sembra un angelo volante trasparente, leggiadro, sospeso tra i flussi marini. Ecco perché questi molluschi vengono chiamati angeli marini.

L’angelo di mare (lat. Clione limacina), appartiene una specie di molluschi gasteropodi dell’ordine dei Gimnosomi. Massicce concentrazioni di questi molluschi rientrano nell’alimentazione delle balene e degli uccelli marini.

Dopo esser scesi a una profondità di cinquecento metri, da qualche parte al largo delle coste innevate dell’Alaska o del Nord Europa, nell’Artico o nell’Oceano Pacifico, nell’Atlantico settentrionale, è possibile trovarsi faccia a faccia con questo antico mollusco che, come secoli fa, taglia con grazia la superficie dell’acqua con delle piccole escrescenze che assomigliano a minuscole ali d’angelo (guarda il video degli angeli marini).

Le caratteristiche dell’angelo di mare

Il corpo degli angeli marini (Clione limacina) ha la forma di un siluro ed è quasi trasparente. La sua lunghezza è normalmente di 2-2,5 centimetri, raggiungendo talvolta i 4. La testa, ben delimitata dal corpo, porta due paia di tentacoli.

La prima coppia di tentacoli si trova ai lati della bocca situata all’estremità anteriore del corpo. La seconda, con occhi rudimentali, si trova sul lato dorsale della testa, più vicino al suo bordo posteriore. Come altri Gimnosomi, gli angeli di mare sono privi di conchiglia e branchie.

Al posto delle zampe, ha un paio di escrescenze locomotorie (parapodi) e una piccola formazione sul lato ventrale del corpo immediatamente dietro la testa.  Forse anche da questa caratteristica deriva il nome angelo di mare.

La vita in branco degli angeli marini

A volte gli angeli marini si riuniscono in grandi gruppi. Gli scienziati hanno calcolato che i branchi sono composti da più di 300 molluschi che riescono a raccogliersi in un metro cubo d’acqua. Non è del tutto chiaro il motivo per cui esattamente si riuniscano insieme, ma con un alto grado di probabilità ciò è dovuto alla stagione riproduttiva, quando gli angeli si fertilizzano a vicenda.

Sono ermafroditi, quindi per la futura prole non c’è bisogno di un appuntamento dei due sessi, ma è sufficiente che due individui si riuniscano. Dopo la fecondazione, entro 24 ore, l’angelo di mare depone le uova. I giovani angeli schiusi salgono negli strati superiori dell’acqua, ricchi di zooplancton di cui si nutrono nei primi 3-4 giorni di vita, per poi nutrirsi di altro quando diventano adulti.

Angelo di mare, un insolito cacciatore

Un angelo marino predatore? Proprio così. A dispetto del nome, sono dei gran cacciatori. Quando l’angelo di mare si avvicina alla sua preda, la sua testa si divide a metà e i coni buccali o i tentacoli uncinati vengono espulsi. La sua preda preferita è la Creseis clava, un altro mollusco marino. I tentacoli afferrano il guscio di questo mollusco alla velocità della luce e vi aderiscono saldamente.

Per iniziare un pasto, l’angelo di mare ha bisogno di separare i gusci della vittima e per questo allenta la presa per una frazione di secondo. Quando il Creseis clava cerca di scappare, liberandosi dal piccolo guscio, il mollusco predatore riprende e stringe, lanciando gradualmente i suoi ami all’interno della vittima.

Dopo aver inserito completamente i tentacoli, l’angelo marino si aggrappa ai tessuti molli della vittima e li tira nella sua cavità orale fino a pulire completamente il guscio. Con l’aiuto di una grattugia chitinosa situata in bocca, il cibo si trasforma in una morbida pappa. Per un pasto, il predatore impiega da alcuni minuti a un’ora, a seconda dell’esperienza con i molluschi e delle dimensioni della preda.

I molluschi si distinguono per essere particolarmente golosi e uccidono fino a 500 Creseis clava in una stagione.  Hanno bisogno di immagazzinare il grasso, perché a volte devono rimanere senza cibo per un periodo piuttosto lungo.  Le goccioline di grasso sono facilmente visibili attraverso il corpo trasparente dell’animale e sembrano macchie bianche.

Gli angeli di mare non sono grandi nuotatori.  Si è notato che durante una tempesta, diventano inattivi, arrendendosi alla volontà delle forze di gravità, che li portano a una profondità di 350-400 metri. Alcuni studi sostengono che lì, a grandi profondità, gli angeli marini sfruttano il grasso accumulato per mantenere la forza. Un tale “sciopero della fame” può durare da uno a quattro mesi, senza alcun danno al corpo. Seppur si possa facilmente trovare un’abbondanza Creseis clava che proviene dalla superficie, inermi e nascosti nel loro guscio, gli angeli preferiscono non attaccarli.

Qual è il motivo per ignorare il cibo, che giace letteralmente sotto i piedi, è difficile da dire. Forse il processo di caccia è importante per gli angeli marini:  dopotutto, una vittima immobilizzata non può opporre resistenza e quindi non è affatto appetitosa. Non c’è sfizio, insomma.

L’angelo di mare protegge gli altri animali marini. Come?

Grazie alla sua capacità di produrre un enzima speciale che spaventa efficacemente molti predatori marini, gli angeli marini diventano incommestibili. Questo enzima, però, li mette a rischio di essere “rapiti” da altri crostacei che cercano di proteggersi a loro volta.

FONTE: mari/https://nonsolonautica.it/09/12/2020/nautica-news/anche-il-mare-ha-i-suoi-angeli-ecco-langelo-di-mare-che-libra-nei-mari/

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