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domenica, 22 Settembre 2022

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Panna smontata

Un racconto di Giulio Natali.

Si annoiava, così decidemmo che si poteva provare.

La scuola era finita da poco e il lunedì successivo sarebbe andato in colonia al mare con i compagni di classe. Era un ometto, ormai. E poi erano solo pochi passi.

“Io a dieci anni andavo in bicicletta in giro per il quartiere; impennavo schivando auto e motorini”.

“E io facevo due chilometri da sola per giocare a Barbie a casa di Samanta”.

Gli misi due euro in mano per un cono gelato. 

“Mi raccomando, attraversa la strada solo quando il semaforo dei pedoni è verde”.

“Resta poi sul marciapiede sinistro che a destra c’è la lavanderia a gettoni degli extracomunitari”.

Tornò dopo una decina di minuti. Per la panna montata ci volevano venti centesimi in più. Presi il portafoglio. Uscì di nuovo. Rientrò accaldato e si fiondò in camera da letto davanti a Fortnite come sempre. Per una settimana parlò a scatti. Dopo, evitò anche di rispondere alle nostre domande. “Sta cambiando, gli ormoni”, ci dicemmo. Fino a quando si tuffò con la Playstation dal quarto piano.

Sei anni dopo un avvocato ci disse che la giustizia aveva fatto il suo corso. Condanna definitiva per il pedofilo. La gelateria degli orrori, urlò la locandina del giornalaio.

Abbiamo fatto una promessa a Luca mentre cambiavamo l’acqua ai fiori della tomba. I duecentomila euro di risarcimento che ci daranno li giocheremo al lotto. Con la sua data di nascita. Ogni dannata settimana, finché non vinceremo, finché non finiranno.

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