14.5 C
Bologna
domenica, 22 Settembre 2022

Per assistenza

spot_img

Venezia: ricordi tra sapori ed emozioni

Venezia e le sue specialità (quelle meno conosciute) un viaggio del cuore attraverso  saporite emozioni 

 

Fiumi d’inchiostro, acquerelli, pellicola e parole l’hanno da sempre decantata, dipinta, fotografata,ripresa e descritta quasi a volerle rubare l’anima ma lei, consapevole della sua bellezza unica e intrigante, se ne sta adagiata tra i canali, come un’affascinante dama imperturbabile e dimentica del mondo.


Venezia mi scorre nelle vene, sono muranese da parte di madre e fin dalla più tenera età le mie vacanze sono trascorse tra il Lido, le calli, i ponti e i canali di questa splendida città.

Murano


Sono stata e rimango equamente divisa tra l’amore per i tortellini di Bologna, dove sono nata, e quello per le “sepe col nero” (seppie cucinate nel loro inchiostro che si mangiano accompagnate da polenta bianca) che la mia adorata zia Lidia cucinava in modo magistrale insieme a molti altri piatti tipici veneziani.

Sepe col nero

Le papille gustative danzano ancora al ricordo goloso e agrodolce delle sue “sardee in saor”, sarde fritte poi marinate nell’aceto e ricoperte di cipolla bianca, brevettate per tener lontani i corteggiatori indesiderati….

Sardee in saor

….e la salivazione va fuori controllo al pensiero delle mitiche “frittole”, dolci soffici con pinoli e uvetta che la mia ziona preparava per me e i miei fratelli anche con 40 gradi all’ombra, immersa nell’afa umida e appiccicosa della laguna che d’estate “non scherza niente!”.

Frittole

Il cibo è sempre stato uno dei mille modi che la zia usava per trasmetterci il suo amore, permettendoci inconsapevolmente di conoscere, gustare e amare la cultura culinaria storica veneziana.


Anche le passeggiate con mio padre fanno parte dell’album dei sapori d’infanzia. Penso a quando, dopo lunghi giri per calli e campielli ci fermavamo a fare uno spuntino a base di mozzarella in carrozza e tramezzini.

Mozzarella in carrozza


In tutti i bar veneziani oltre allo spritz (Prosecco, Aperol e soda) o per chi preferisce all’ “ombreta de vin”, è possibile gustare infatti un “cicheto” a base di varie specialità tipiche servite al banco; personalmente consiglio la mozzarella in carrozza veneziana, una vera leccornia assolutamente da provare.


Ripenso infine ai deliziosi pranzi arricchiti da frutta e verdura a km zero, sapientemente coltivate dai miei zii che possedevano dei terreni sull’isola di Sant’Erasmo, detta “l’orto di Venezia”.


Ogni domenica mattina d’estate, caricate le famiglie al completo sul grande barcone da trasporto, si partiva tutti insieme e una volta arrivati, mentre gli zii lavoravano nei campi, le zie preparavano la grande tavolata sotto gli alberi dove avremmo pranzato.


A fine estate si vendemmiava tutti insieme adulti e bambini, l’uva dai piccoli chicchi zuccherini era deliziosa; coglierla, per me che vivevo in città, rappresentava un’esperienza davvero straordinaria, oggi custodita nel mio cuore insieme a un po’ di nostalgia.

Barcone da trasporto veneziano

LASCIA UN COMMENTO



Articolo precedenteFake news: tra cadetti e figli di ignoti
Articolo successivoDomenica polenta!
Alessandra Cristiani
Alessandra Cristiani
Ciao sono Alessandra Cristiani e all'interno di OpenPlanet rivesto due ruoli, in quello di autrice scrivo articoli toccando varie tematiche, in quello di "Fata Madrina" (pseudonimo che accompagna la mia vita professionale di Consulente per la sposa) curo la rubrica Wedding 2.0.. Non sto mai ferma, sono curiosa, empatica, ed entusiasta per natura. Amo scrivere, fare nuove esperienze e credo che ogni giorno mi offra l' occasione per imparare qualcosa di nuovo, quello che davvero m' importa del vivere non è la meta ma il godimento del viaggio ;) .

Articoli correlati

Il magazine che non c’era

Questo non è un editoriale. Non nel senso classico del termine. E non presenta un magazine tradizionale composto di rubriche e notizie settoriali alla...

Community

spot_img
OPENPLANET - sviluppato daspot_img

Ultimi Articoli

Featured